Il nome della pasta (Where pasta has no name)

20/09/2013

Il nome della pasta (Where pasta has no name)

 

Diciamoci la verità. Alcuni dei piatti che prepariamo più spesso in cucina di solito non vengono considerati “ricette” vere e proprie. Sono talmente semplici, rapidi e privi di ingredienti trendy (per dire: niente sale dell'Himalaya!) da essere classificati come “piatti per tutti i giorni”. E per questo, spesso non hanno un nome specifico. Altre volte, invece, lo possiedono, ma tende a passare in secondo piano, come per questa pasta con pomodorini, mozzarella e basilico.
 
Non ricordo la prima volta che l'ho preparata, né chi me l'abbia insegnata. Un vero peccato, perché è entrata in modo naturale nella mia routine di cucina. In estate, infatti, è uno dei piatti che gusto con maggiore soddisfazione. Rintracciarne il nome ha richiesto qualche piccola ricerca. Inizialmente, sulla base dei miei ricordi, ho provato su Google con “Pasta alla Checco”. Poi, ho individuato la denominazione corretta: “Pasta alla Checca”. Un classico, qui a Roma. Il mio modo di prepararla, però, è leggermente diverso da quello delle ricette trovate sul web, anche perché io uso solo la mozzarella e non aggiungo la caciotta.
 
Dunque. Mentre metto su l'acqua per la pasta (e scelgo il formato in base al mood del momento) taglio a metà i pomodorini pachino e li condisco con sale ed olio extravergine in una ciotola o una insalatiera. Concedo loro del tempo per rilasciare parte della loro acqua di vegetazione, che aiuterà a “spegnere” il calore della pasta bollente.
 
A parte, taglio le mozzarelline a fette e le metto su un piatto. Lavo brevemente le foglie di basilico e le metto accanto alle fette di mozzarella. Cuocio la pasta bella al dente, la scolo e la verso sui pomodorini in un colpo solo. Aspetto qualche secondo prima di mescolare, è questo il momento in cui si ammorbidiscono grazie al calore della pasta, mentre quest'ultima si impregna del loro succo. Attendo circa un minuto prima di aggiungere anche la mozzarella, perché non mi piace che fili. Fatto questo, straccio sopra la pasta le foglie di basilico perché sprigionino tutto il loro profumo. E mangio immediatamente. Se ho voglia di un sapore più intenso, aggiungo un po' di Parmigiano grattugiato.
 
Ancora convinti che non si tratti di una “vera” ricetta?
 

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Some of the daily dishes we prepare in our kitchen are so easy, fast and based on normal ingredients (no Himalaya salt!) that are considered “for everyday meals only”. Almost no “real” recipes. So, they may lack a specific name or, if they have one, it is usually kept in second place. Like in the case of this pasta with tomatoes, mozzarella and basil.

I don't remember the first time I've cooked it or who taught me it. A real pity, since it is part of my summer kitchen routine. I love it's freshness and simplicity. Finding out its name required me a little bit of research. I tried with “Pasta alla Checco” on Google before I found the real name: “Pasta alla Checca”. It is a real Summer classic here in Rome. My way to prepare it is a little bit different from the recipes I found in Internet, since I use only mozzarella and not also the caciotta cheese.

I put a large stockpot with salted water and while I wait it reaches the boiling point I cut the tomatoes in half in a deep bowl. I add salt and extra-virgin oil so that tomatoes have time to release a bit of their “sauce”. It will help to weaken the heat of the pasta. I cut in slices the mozzarelline (little mozzarella) and wash the basil leaves. I put both (mozzarella and basil) in a plate, keeping them separated. When pasta is “al dente” I drain it with a colander and then I immediately pour it in the bowl with the tomatoes. I wait a few seconds before tossing: the heat of the pasta will soften the tomatoes while pasta absorbs the tomatoes' sauce. After a minute I add the mozzarella's slices (the excessive heat would completely melt it). I tear the basil leaves on the pasta, so that they can release their scent. A little toss and it is ready, and I eat it immediately. If I feel I want a stronger flavour, I just add some grated Parmigiano.

And that's all.
A “real” recipe, isn't it?
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