French “Finger” Toast all'italiana

24/10/2013

French “Finger” Toast all'italiana

 
Comprare del buon pane a Roma senza dover ricorrere ad indirizzi di nicchia (ad esempio i negozi di alimentazione naturale) è diventato negli ultimi anni sempre più difficile. E con buono intendo un pane a lievitazione naturale, fragrante e saporito, fatto con tutti i crismi e soprattutto non surgelato prima della cottura, come invece spesso avviene per quello venduto sui banchi della grande distribuzione. Più volte mi è capitato di assaggiare un pane talmente bianco e insapore da sembrarmi polistirolo e di sentire che mangiarlo non mi faceva bene. In questi casi – e solo in questi – il pane ha preso direttamente la via della pattumiera.
 
Non prima, però, di essere salutato con un rapido bacio.
 
Questa usanza, che mi è stata insegnata dalla mia famiglia, ad alcuni sembrerà un po' bizzarra. Invece è un segno dell'antico rispetto che un tempo si portava verso questo alimento così fondamentale nella storia dell'umanità. Il pane per i nostri nonni era una cosa seria. E non lo si dava mai per scontato, né tantomeno lo si buttava via a cuor leggero. Basti pensare che fino ad un paio di generazioni fa la colazione tipica di molti italiani era costituita da pezzi di pane raffermo immersi in una ciotola di caffellatte. Dolci e biscotti erano riservati alla domenica oppure alle feste comandate. Una bella differenza, rispetto alla varietà e alla quantità di cibi che siamo abituati a consumare oggi.
 
Perciò, quando ho la fortuna di avere del buon pane in casa potete scommetterci che farò di tutto per non sprecarlo. E dato che l'idea di conservarlo in freezer mi fa inorridire (ognuno ha le sue idiosincrasie) trovo sempre dei modi per impiegarlo in cucina. Uno di questi è il French “Finger” Toast all'italiana. Non fatevi intimorire dal titolo, è una ricettina che più semplice di così non si può. Ed è anche leggermente meno calorica dell'originale perché è cotta al forno.
 
Avevo in casa del pane integrale di Lariano avanzato un po' raffermo e tanta voglia di un dolce rapido e confortante da accostare ad una buona tazza di tè alla vaniglia. Nel frigo, poco o niente, dato che spesso faccio la spesa di sera. L'idea di mangiarmi un bel piatto di toast alla francese mi frullava in testa da un po'. Ma friggere del pane bianco in cassetta non è esattamente in cima alla lista dei consigli dei nutrizionisti (chissà come mai).
 
Come salvare capra e cavoli (a merenda)?
 
Fortunatamente in cucina non sono affatto “purista”. Perciò, ecco cosa ho fatto. Ho tagliato il pane a bastoncini eliminando la crosta. Ho sbattuto un uovo in una ciotola, ho aggiunto circa mezzo cucchiaio di zucchero, una spolverata di cannella e ho allungato il tutto con un po' di latte fresco. Ho immerso i pezzetti di pane e ho lasciato che assorbissero il più possibile il liquido girandoli con un cucchiaio. Ho foderato una teglia con della carta da forno e, scolandoli leggermente, vi ho deposto i bastoncini di pane ormai ammorbidito. Ho cosparso con qualche fiocchetto di burro, spolverizzato con un po' di zucchero (facoltativo, se siete a dieta) e ho infornato a 180 gradi finché il tutto non è diventato bello dorato.
 
La cosa bella è che nella parte inferiore la carta da forno si è “raggrinzita” per effetto del contatto con la miscela di uovo e latte e della successiva cottura. Così lo zucchero, caramellandosi, ha creato un curioso pattern decorativo che ricorda un po' quello presente sul mantello delle tigri. Il profumo era buono, il sapore anche. Sgranocchiare questi "toast" formato finger foodi mi ha dato soddisfazione.
Non serve molto, in fondo, per farmi felice a tavola!
 

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Buying “real good” bread here in Rome without going in a bio-food shop has been getting harder in the last years. By real good bread I mean a bread with natural leavening, fragrant, tasty, prepared with real care and - above all - not frozen before being baked (this happens quite often for the bread sold in big supermarkets). I've lately eaten breads so white and tasteless that I felt like I was eating styrofoam. In these cases (and in these case only) I threw them.

But I always kiss them goodbye. Literally.

You might consider this behaviour a little bit odd (at least). But I learned it from my parents and it is a traditional way to show respect to one of the most important food ever existed in mankind history. The past generations never took bread for granted. And here in Italy till the Sixties the usual breakfast could be a bowl of “caffellatte” (mix of hot milk and coffee) with pieces of stale bread soaked in it. Cakes and biscuits were often reserved to Sundays and Festivities only. A lot of difference if we consider the quantity and variety of food that we normally eat today!

So, when I have real good bread at home you can bet I do not waste it. And since I dislike the idea of keeping it in the freezer I do my best to use it for my recipes. One of the most recent ones is the French “Finger” Toast all'italiana (the Italian way). Despite this long title it is as simple as drinking a glass of water and also lighter than the original one.

I had some Lariano bread, a little bit stale. It is a typical wholewheat traditional bread and takes its name from Lariano, a little city near Rome. It was almost teatime and I did not had lunch yet. So I wanted to cook rapidly something sweet, warm and comforting using basic ingredients. The fridge was almost empty, since I usually make shopping at supermarket in the evening. In the last days I had been craving for a dish of French toasts but unfortunately frying white bread is not in the top list of nutritional advice (I wonder why!). So, that's what I did.

I pre-heated the oven at 180 degrees. I cut the bread in slices, then I cut away the crust and obtained the “fingers”. They were irregular in size but this did not matter to me, since the goal was not wasting the bread (sorry for the crust!). I broke an egg in a bowl, beated it with a fork, added half spoon of sugar and a little bit of cinnamon (in powder). Finally I added some fresh cold milk from the fridge. I soaked the bread fingers in the egg-milk mixture and let it lose it's hardness. Then I took a baking pan, I put a foil of baking paper inside it and I arranged the fingers of bread, just a little bit strained. I put some little pieces of butter on them, a little bit of sugar (if you feel you need a real sweet taste) and then baked the fingers till they were golden and crispy.

And I had a surprise. The foil of baking paper crumpled with the heat and created a lovely pattern of caramellized sugar on the lower part of the bread fingers, similar to the mantel of a tiger. They were tasty, crunchy and fragrant. A real pleasure with the hot cup of vanilla tea.
I don't need much to find happiness in my kitchen!
 

 

 

 

 

 

 

 
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