So bake it!

04/11/2013

So bake it!

 

 
Sapori semplici e piccoli oggetti che conservano la memoria di persone speciali e momenti di vita: di questo sono fatte le mie foto e la mia cucina. Ma anche di tanta praticità. Perché quando si lavora in ambito editoriale, dove il motto è “dev'essere pronto per ieri”, il tempo è sempre contato. E per questo tra gli ingredienti che uso con maggior frequenza per risolvere un pranzo o una cena veloci ci sono le patate: non solo si conservano a lungo – e quindi posso sempre contare su una buona scorta in casa - ma rappresentano anche un ottimo passepartout.
 
Quando bollo le patate per farle in insalata spesso ne aggiungo almeno un paio in più per riutilizzarle in vari modi. Tra questi ci sono gli “Sformatini di patate” da servire in pirofiline individuali. Per me sono un bel modo di iniziare una cena, senza contare che farli è molto semplice, sono buoni e riescono sempre bene.
 
Riduco in purea le patate lessate con la buccia mentre sono ancora bollenti, usando il classico schiacciapatate. Salo, aggiungo una bella grattata di noce moscata, qualche cucchiaiata di Parmigiano grattugiato, un po' di burro, uno o due tuorli ed infine un paio di cucchiaiate di latte o di panna finché non ottengo un impasto morbido ma piuttosto consistente. Lo verso nelle pirofiline già imburrate e cosparse di pan grattato. A questo punto, se gli sformatini saranno mangiati il giorno dopo li lascio intiepidire e li metto in frigo. Altrimenti, li spolverizzo subito con il pan grattato, aggiungo qualche fiocchetto di burro e li inforno a 180 gradi finché la superficie non diventa dorata e croccante. Se preferite, potete anche cuocerli subito e poi scaldarli. Abbinati ad un buon piatto di verdure miste (ad esempio cicoria ripassata in padella e zucca al forno) e ad una macedonia di frutta cotta dolcificata con miele ed uvetta diventano i protagonisti di una cena leggera e salutare.
 
Tutto qui.
Anzi, non proprio.
Perché come vi ho detto in ogni foto di food c'è sempre qualcosa in più della semplice ricetta.
 
Questa in particolare ha per me un significato speciale: è infatti la prima che ho post-prodotto con Lightroom grazie ai preziosi insegnamenti di Rocco Paladino. Se volete imparare la fotografia, lui è l'insegnante giusto: ha il dono di rendere semplici e chiare anche le spiegazioni tecniche più complesse. La pirofilina è invece il regalo di una mia cara amica, Barbara, proprietaria di un'ottima lavanderia a Capena, che ha voluto incoraggiarmi quando ha saputo della mia passione per la fotografia food. Lei è una persona bella e generosa come ce ne sono poche. La stoffina l'ho invece trovata su Etsy, quando ho scoperto lo store de “Il Gatto Goloso” legato all'omonimo blog di Claudia Gargioni. Di lei mi hanno colpito la gentilezza, l'ottimismo e la voglia di mettersi sempre in gioco in nuovi progetti in un paese come l'Italia che mette a dura prova l'entusiasmo dei giovani.
 
“Possano i miei occhi riuscire sempre a vedere la bellezza delle piccole cose per condividerla con gli altri. Possa la mia vita entrare sempre in contatto con il cuore buono delle persone”.
 
Grazie a tutti voi per aver accolto con benevolenza la mia Reflex nel piatto. 

 

...........

   

Simple ingredients and little objects that remind me of special past moments and people: my photos and my cookery are made of these. But I'm also very practical when I cook in my kitchen. Since I work in the editorial field, where things have to be ready “for the previous day”, I perfectly know that time table is vital. Potatoes are among my favorite ingredients to solve a lunch or a dinner. They can be stored for long periods (so I always have a good supply at home) and are versatile and delicious.
 
When I boil potatoes to fix a quick salad I always add a couple more and use them for another recipe. Like, for example, the “Potato cakes” that I like serving using individual oven pans – a lovely way to start a dinner, especially in the cold season. They are tasty and easy to make, also for real beginners. What else could I ask?
 
I smash the hot potatoes I previous boiled with their skin. I add salt, a generous pinch of grated walnut, a couple of spoons of Parmigiano, a piece of butter, one or two egg yolks (depending on the size of the egg) and a couple of spoons of milk or cream. So I obtain a soft but rather consistent “potato paste” that I arrange in individual oven pans (usually four) previously buttered and dusted with bread crumbles. If the “cakes” are to be eaten the following day I make them cool down and then put them in the fridge. Otherwise, I immediately dust them with bread crumbles, add some flakes of butter and bake them at 180 degrees C till their surface is golden and crisp. For a light dinner, serve them with a couple of cooked seasonal vegetables (slices of baked squash and salted spinach, for example) and a dessert of warm fruit cooked with honey and raisins.
 
And that's all. Well, not really.
Because every photo has more inside than the simple recipe.
 
For me this image has a special meaning: it is the first one I post-produced with Lightroom thanks to Rocco Paladino's course in Padua. He is a really great teacher and photographer and his explanations are always clear and effective. The white pan is a gift from my dear friend Barbara, who owns a lovely laundrette in Capena (a few km from Rome). She wanted to encourage me when she heard I had a passion in food photography. The floral little piece of fabric I bought from Claudia Gargioni Etsy's shop “Il Gatto goloso”. A kind person, really creative and good food blogger, always ready to start new projects in a country – Italy – that does not help young people to create their own future.
 
“May my eyes always be able to see the beauty of simple little things to share them with the others. May my life always get in touch with the good part of the heart of the people”.
 
Thank you everybody for the benevolence demonstrated to my “Reflex nel piatto”.
 
 
comments powered by Disqus

Seguimi

 

Cerca

 

  • Bloglovin