Salone del Gusto 2014: l'Arca delle Meraviglie

11/11/2014

Salone del Gusto 2014: l'Arca delle Meraviglie

 

Che cos'è il Salone del Gusto?

 
Questa domanda, rivoltami dalla cat sitter alla vigilia della mia partenza per Torino, mi è rimasta in mente tutti questi giorni. Una domanda così semplice avrebbe richiesto una risposta altrettanto semplice. Ma in verità, per quanto ci abbia riflettuto sopra, non ne ho ancora elaborata una che non mi apparisse riduttiva o banalizzante. Anche per questo ho deciso di documentare ciò che ho visto al “Salone del Gusto e Terra Madre 2014” attraverso un reportage articolato in tre puntate.
 
Cara Silvia, io provo a raccontarti, tu quanto tempo hai?”.
 
Camminare quasi ininterrottamente tra gli stand dei vari padiglioni, dal pomeriggio di venerdì 24 a quello di lunedì 27 ottobre, è stato appena sufficiente per avere un'idea complessiva della manifestazione. Scegliere un evento comportava perderne altri venti altrettanto interessanti in programma. Roba da farti maledire di non possedere il dono dell'ubiquità.
La frenesia di vedere, ascoltare, fotografare e assorbire il più possibile tutto ciò che avevo davanti, a dispetto delle distanze da percorrere, della fatica e del tempo in fuga, calava solo a sera con la chiusura quotidiana degli stand.
La prima cosa che ho imparato?
Il Salone ti mette alla prova fisicamente. Per aprirti la mente.
Ed è una sfida che vale la pena accettare.
 
La prima parte del nostro reportage inizia dall'Arca del Gusto. E non è una scelta casuale, visto che a nostro parere rappresenta uno dei principali “cuori nevralgici” di Slow Food. Nata nel 1996, in occasione del primo Salone del Gusto torinese, si propone di salvare varietà vegetali, specie animali, formaggi, dolci, mieli, pani, salumi, spezie, sali e prodotti tipici legati alla memoria, alla tradizione e al territorio che sono a rischio di estinzione. Esperti di settore riuniti in commissioni nazionali e internazionali lavorano sulle segnalazioni di prodotti da salvare ricevute da tutto il mondo (potete inviarne una anche voi compilando questo form) stabilendo criteri di selezione, catalogazione e ricerca. L'Arca inoltre è collegata ad una serie di progetti di sensibilizzazione e di sostegno alle comunità di contadini e piccoli produttori impegnati a salvaguardare la biodiversità e, grazie ad essa, il futuro stesso del nostro pianeta.
 
Il patrimonio mondiale da proteggere è straordinariamente ampio. Un esempio? L'Italia annovera nell'Arca del Gusto ben 595 prodotti (nel momento in cui stiamo scrivendo questo post, ma se volete potete verificare qui i risultati aggiornati). La Francia “solo” 41. Il Regno Unito 79. La Spagna 121. In sostanza l'Italia ha molto da conservare, ma ciò che possiede è evidentemente anche a forte rischio.
 
Al Salone del Gusto 2014, l'Arca si presentava come una struttura aperta e liberamente consultabile dai visitatori. Una parte ricreava gli scaffali delle biblioteche mentre l'altra i banchi tipici dei mercati, con la differenza che i piani d'appoggio per esporre i prodotti erano costituiti da piattaforme color turchese che arrivavano più o meno ad altezza ginocchio. In questo modo però tutti, anche i bambini e i portatori di handicap, hanno potuto osservarli a loro agio. Ogni prodotto dell'Arca è unico nella sua identità e meritevole di approfondimento. Noi ne abbiamo selezionati alcuni per voi.
 
I Picchirittus sono “saliti a bordo” proprio quest'anno. Si tratta di dolcetti tipici di Seulo, in Barbagia, fatti di pastafrolla con un ripieno di zucchero e mandorle e una copertura di candida glassa.Tradizionalmente vengono offerti in occasioni importanti come matrimoni e battesimi.
 
 
 
Anche il Pane Wawa, del Perù, è stato incluso quest'anno. Si tratta di un pane dolce a forma di bimbo in fasce o di cavalluccio che viene preparato per la festa del 1 Novembre e regalato rispettivamente alle bambine e ai maschietti. La testolina del neonato può essere edibile (in pasta di pane) oppure no e in questo caso somiglia a quelle delle bambole artigianali di una volta.
 
 
 
La cipolla invernale di Amarume (Giappone) è stata inclusa nell'Arca nel 2005. Il sapore, molto piccante e aromatico, nonché la tipica forma ad arco di questa popolare varietà locale si devono al particolare metodo di coltivazione tradizionale, ideato dall'agronomo Nagai Hajime. L'urbanizzazione dell'area e la complessità di questa tecnica stanno mettendo da anni a serio rischio la produzione.
 
 
 
La particolare forma dello Zucchero di palma Toddy, proveniente dalla lontana Thailandia.
 
 
 
Eppoi infinite varietà di mele, la maggior parte delle quali non troverete mai nei vostri supermercati.
 
 
 
Mele, mele, mele... come se piovesse. Ognuna unica nel gusto e nei colori. Ma anche castagne, miele, zucche, pasta, erbe aromatiche, pannocchie di mais... un bendidio senza fine proveniente da ogni parte del mondo. E in mezzo a tutto questo riesco perfino a scorgere, semisepolta dai vari prodotti tipici, una golosa Pignolata messinese ricoperta dalla tipica glassa a due gusti, cioccolato e limone.
Un vero paradiso pantagruelico.
 
 
 
Riusciremo a trasformare il rischio, reale e crescente, di perdere per sempre tutte queste meraviglie del gusto in una opportunità per un nuovo futuro?
 
La risposta dipenderà dalle scelte di ognuno di noi.

  

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