Salone del Gusto 2014. L'Italia del food

06/03/2015

Salone del Gusto 2014. L'Italia del food

 

Anche il silenzio comunica”. Questo mi spiegarono anni fa durante un corso di formazione. I nodi e le fratture negli anelli di un albero rivelano gli eventi traumatici del passato. Occorre del tempo per trasformare un'interruzione in un nuovo inizio. Dopo mesi di silenzio, riprendiamo il nostro racconto da dove lo abbiamo lasciato. Perché ogni inverno si trasforma in primavera.
 
I volti della “gente del food” sono uno dei ricordi più belli che conservo del Salone del Gusto. Questi due ragazzi li ho incontrati allo stand dedicato al Sospiro di Bisceglie, uno dei più recenti Presidi Slow Food in Puglia. E' una terra che non ho mai visto, ma di cui ho ricordi fin dall'infanzia grazie alle valigie piene di orecchiette e pasticcini che ci portava mia zia Anna ogni volta che veniva a trovarci da Brindisi.
 
 
 
Lo stand li ha presentati disposti su specchi dalla cornice dorata: un'idea semplice ma di grande impatto estetico. Si narra che furono le monache Clarisse a preparare per la prima volta questi dolci in occasione del matrimonio di Lucrezia Borgia con il conte di Conversano. Le nozze però andarono a monte. I sospiri dei poveri invitati, provati dalla lunga ed inutile attesa, furono placati dalla dolcezza della crema pasticcera racchiusa in un morbido “guscio” di Pan di Spagna glassato.
 
 
Un'altra leggenda vuole che il Sospiro di Bisceglie sia nato grazie all'abilità di un giovane pasticcere innamorato che riprodusse la forma del seno della sua amata. Non c'è da stupirsi: Eros e cibo vanno da sempre a braccetto!
 
 

A proposito: lo sapete che i Sospiri si mangiano tenendo la "punta" all'ingiù? La glassa può essere anche rosa.

 

 

 

Difendi il cibo vero! Coi denti”. E' stato questo l'invito che Slow Food ha rivolto ai visitatori. Ciò che acquistiamo già pronto e (in apparenza) a buon mercato non avrà mai lo stesso valore nutritivo dei piatti preparati in casa con ingredienti freschi e di qualità. Consumatori attenti possono fare la differenza con scelte d'acquisto consapevoli. Ciò spingerà le aziende ad adeguarsi, evitando il ricorso a coloranti, conservanti, olio di palma, vanillina e additivi vari nei loro prodotti.
La rivoluzione inizia nel carrello della spesa. La tua.
 
 
 
A proposito di volti della “gente del food” ho rivisto con gioia @Maricler e @la_gonzi (Mariachiara Montera e Francesca Gonzales) che nel Caffè letterario di Slow Food hanno illustrato le loro Foodie Geek Dinner: cene a tema organizzate in varie città italiane in cui i food blogger si divertono e fanno rete conoscendosi vis-à-vis. Anche i fondatori di Gnam Box, con loro nella foto, hanno illustrato al pubblico la loro iniziativa. Il food italiano è fatto di giovani in gamba, che sfruttano al meglio le nuove tecnologie, e questo quartetto di visi sorridenti ne è la prova! :-)
 
 
 
Ovviamente non potevano mancare anche i “grandi vecchi”. Mentre eravamo impegnate a farci largo tra la folla (il Salone era pieno come un uovo) ci siamo imbattute per caso nello chef Gianfranco Vissani impegnato in un brindisi. Cin cin!
 
 
 
Presso lo stand più piccolo di tutto il Salone del Gusto, costituito da una semplice scrivania, abbiamo assistito alla creazione di un cutter per biscotti personalizzato ottenuto grazie ad una stampante 3D.
 
 
 
A pranzo ci siamo dirette allo stand di Esmach, nel vano tentativo di poter assaggiare la loro pizza. Questa foto è purtroppo tutto ciò che siamo riuscite ad ottenere: troppa folla! Questa azienda è interessante perché ha di recente lanciato EsmachLab: un progetto che permette a chi abbia la passione per l'arte bianca e dispone di un piccolo capitale di aprire una propria panetteria lavorando di giorno, grazie a macchinari ottimizzati. Pane, pizza e affini verranno prodotti con lievito madre e ingredienti rigorosamente di alta qualità.
 
 
 
Sono invece frutto di antica sapienza artigianale le mini-caciotte decorative a forma di cavallino, o di altri piccoli animali, che abbiamo visto in uno stand legato ai Presidi Slow Food della Sicilia.
 
 
 
E con questo, vi diamo appuntamento alla terza puntata del nostro reportage, che sarà dedicata agli espositori stranieri.
 
A presto! 
 

 

 

 

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